Disturbi trattati

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Disturbi trattati

Ansia e
Depressione

Ansia e tristezza fanno parte del nostro bagaglio emotivo, dandoci importanti indicatori di minaccia/pericolo, oppure segnalandoci una perdita, la mancanza di qualcosa di desiderabile.
Provare queste emozioni è sano, anche se si tratta di emozioni dolorose e spiacevoli.
La psicoterapia si rende necessaria quando si sperimentano in modo disregolato, oppure quando si compiono azioni maladattive allo scopo di limitare il rischio di provarle (es: evitamento, ipercontrollo, rimuginio/ruminazione, ecc.).
La psicoterapia ha come obiettivo quello di individuare gli Schemi Interpersonali che innescano la paura o il dolore, individuando strategie salutari per promuovere regolazione e cambiamento.

Disregolazione
emotiva

Alcune persone agiscono la rabbia con manifestazioni violente e incontrollate, sostenute dall’idea di aver subito un torto o un’ingiustizia, di esser state prevaricate/sottomesse, oppure svalutate/offese dal comportamento altrui. Altre persone trovano invece difficile autorizzare l’espressione della rabbiatendono a inibirla o sopprimerla in modo altrettanto maladattivo.
La funzione della rabbia è quella di segnalarci quando un evento viene avvertito come un ostacolo al perseguimento di uno scopo/obiettivo/desiderio. In psicoterapia, l’indagine dei vissuti sottostanti è fondamentale per intraprendere un percorso mirato alla sua gestione efficace.

Disturbo Ossessivo Compulsivo

Con ossessioni si intende l’insieme di pensieri, idee, impulsi o immagini che sorgono improvvisamente nella mente, percepiti come incontrollabili e intrusivi.  Le idee ossessive spesso racchiudono il timore di essere responsabile di danno, di aver provocato conseguenze avverse (di danneggiamento, responsabilità) per altri.
L’emergere e il persistere di questi pensieri provoca emozioni intense e sgradevoli e il conseguente bisogno di fare qualcosa per liberarsene:  le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (mentali o azioni concrete) messi in atto allo scopo di prevenire il pericolo o la situazione temuta. La psicoterapia ha come obiettivo quello di individuare gli Schemi Interpersonali che innescano la paura o il dolore, individuando strategie salutari per promuovere regolazione e cambiamento.

Disturbi di
personalità

Ognuno di noi agisce specifiche modalità di relazionarsi agli altri e agli eventi. A volte queste modalità risultano rigide e sostenute da rappresentazioni negative di Sé, dell’Altro e dell’evento. La conseguenza di questa inflessibilità è che, di fronte a situazioni attivanti o ad alcuni eventi specifici, si tende a reagire in maniera automatica, originando risposte/reazioni emotive e comportamentali che non permettono un buon adattamento.
Chi soffre di un Disturbo di Personalità risulta insoddisfatto e sofferente, sperimentando problemi relazionali (sociali/lavorativi e/o con gli affetti più stretti). A questi possono aggiungersi sintomi quali ansia, depressione, discontrollo degli impulsi, disturbi comportamentali, ecc. La Psicoterapia Metacognitiva Interpersonale nasce come modello di trattamento proprio di questa categoria di sofferenza psicologica.

Tecniche di intervento

TMI – Terapia Metacognitiva Interpersonale

La Terapia Metacognitiva Interpersonale appartiene all’ultima generazione delle psicoterapie cognitive; è un approccio sviluppato principalmente per il trattamento dei disturbi di personalità e mira a migliorare la metacognizione (o funzioni metacognitive), cioè la capacità di comprendere i pensieri, le emozioni, le cause psicologiche dei propri comportamenti disfunzionali, promuovere e affinare la capacità di capire cosa gli altri pensano, provano e cosa li spinge ad agire, per promuovere modi di interagire con gli Altri/Mondo più funzionali.
La TMI permette l’individuazione di Schemi Interpersonali che guidano le azioni volte a soddisfare bisogni, scopi, desideri all’interno delle dinamiche interpersonali.
Il modello prevede non solo la formulazione condivisa degli Schemi Interpersonali, ma anche la promozione di cambiamento avvalendosi del colloquio clinico e di tecniche esperienziali (corporee e immaginative), integrando strumenti afferenti ad approcci diversi, integrati in un unico modello di concettualizzazione e trattamento.

Terapia Cognitivo Comportamentale 

La Terapia Cognitiva Comportamentale (CBT) è un modello psicoterapeutico scientificamente fondato, elitario e promosso dalle linee 
guida per la diagnosi e la cura di:
Ansia, fobie, attacchi di panico e ipocondria,
Depressione,
Ossessioni e compulsioni,
Disturbi del comportamento alimentare.
La Terapia Cognitivo Comportamentale, combina due forme di terapia efficaci:
La terapia comportamentale: aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione.
La terapia cognitiva: aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, a correggerli, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona.

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